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martedì 29 maggio 2012

La Rivoluzione Commerciale

La rivoluzione commerciale è il nome con il quale si indica tutta una serie di mutamenti socioeconomici registratisi in Europa dal XI secolo in poi e che sono i preamboli della rivoluzione industriale.
  • Nascita di due nuovi concetti di proprietà: l'affitto e la mezzadria. Questi due concetti permettono al contadino di coltivare i prodotti secondo la domanda di mercato.
  • Eccedenze nel settore agrario che vengono investite nel commercio e successivamente nell'industria.
  • Espansione delle rotte commerciali verso l'Estremo Oriente e nascita della Via della Seta. In Europa nascita del panni di lana come bene di scambio con l'Oriente.
  • Nascita del Razionalismo economico (cioè ricerca della massima produttività possibile nei tempi più brevi e i costi minimi possibili).
  • Ampliamento del mercato (dovuto anche agli investimenti dal settore agragrio, vedi punto 2) e nascita della concorrenza.
  • Agevolazioni nel commercio con l'introduzione di contratti di compagnia, contratti di assicurazione, partita doppia, assegni, cambiali, conti corrente, lettere di corrispondenza, ecc.
  • Introduzione della discriminazione dei noli,  cioè somme di denaro (diversificate secondo la merce in questione) da pagare ai mercanti per trasportare le merci. Per merci meno costose venivano fatti pagare noli più piccoli e viceversa.
Durante la Rivoluzione Commerciale vengono diffusi trattati riguardanti la contabilità. Uno dei più importanti è nel 1494 con la pubblicazione de La Summa de Aritmetica, Geometria, Proportioni e Proporzionalità del Pacioli .

sabato 26 maggio 2012

La Via dell'Ambra

Una pietra gialla un po’ trasparente e leggera lasciata dal mare è stata scoperta lungo il litorale del Mar Baltico cinque mila anni fa.
La diffusione di questo nuovo materiale ed il suo commercio attraverso il continente europeo coincise con l’inizio dell’età del bronzo dei popoli baltici e centroeuropei.
Circa nel 1600 a.C., quando le popolazioni dell’Europa centrale iniziarono le intense relazioni commerciali con i Micenei, l’esportazione dell’ambra diventò un fenomeno importante come dimostrano i tanti reperti di collane, bracciali e pendagli trovati nelle tombe del periodo miceneo.
I Greci chiamarono questa pietra electron con il significato di “il brillante, il luminoso”e quindi la consideravano come la “sostanza del sole”.
Nel 600 a.C. Talete di Mileto scopre le sue proprietà elettriche, strofinando un pezzo di ambra si accorge che il materiale attira a sé piccoli frammenti di stoffa e di carta, caratteristica dovuta all’accumulo di elettricità statica causata dall’attrito sulla superficie del materiale. Grazie a questa particolarità dall’antico nome greco dell’ambra, electron, è derivato il termine attuale “elettricità”.
Questa strana pietra molto leggera, calda al tatto, combustibile trasparente, di colore giallo luminoso diventa un centro di interesse non solo per i commercianti o gli scienziati, essa entra nel mondo dell’arte, della poesia e della letteratura.
Omero racconta che grani di ambra erano in una collana di Penelope(Odissea, XVIII, par.295-296) mentre Sofocle crea addirittura un mito, il mito di Melagro, dove perle di ambra erano le lacrime versate dalle sorelle di Melagro per la sua morte. E diventarono ancora perle di ambra le lacrime delle Eliadi, le sorelle di Fetonte che accorsero sulle rive dell’Eridano quando precipitò con il carro.
Nel I sec d.C. troviamo che l’ambra è citata nel libro XXXVII della Storia Naturale di Plinio il Vecchio con indicazioni terapeutiche.
Tacito nella sua opera ‘Germania’ così ne parla:
sulla riva destra del mare suebico (Baltico )vivono le tribù degli Aestii, uniche tra i Germani, raccolgono tra i flutti e sulle spiagge l’ambra, che chiamano “gleso”. Gli Aestii non ne conoscono l’origine e non sanno che farsene: la raccolgono allo stato grezzo, la trasportano non ancora lavorata e stupefatti incassano il compenso.
Nel I sec. d.C. il traffico dell’ambra attraverso l’Europa centrale era controllato prevalentemente dalle popolazioni locali e seguiva le stesse vie dell’epoca micenea, mentre nel medio evo sono i Cavalieri Teutonici che si fanno a protezione di questo commercio .
Il viaggio iniziava dalla foce della Vistola, nella penisola di Samland, da dove risalendo il corso d’acqua si arrivava al fiume Warta, poi s’imboccava l’affluente Prosna fino al corso superiore dell’Oder in Slesia, quindi lungo la Morava fino al Danubio. All’imbocco della Morava con il Danubio si trovava Carnutum (l’attuale Petronell nell’Austria orientale meridionale), importantissimo centro commerciale centro-europeo e crocevia di quasitutte le vie commerciali europee.
Da Carnutum l’ambra veniva distribuita e mandata in Pannonia (l’attuale Ungheria), nella Jugoslavia settentrionale e, in Italia, ad Aquileia dove erano ubicati dei centri manifatturieri molto importanti. In realtà, attraverso l’Europa, le vie seguite dai commercianti d’ambra erano abbastanza numerose e spesso si avvantaggiavano della presenza di grandi fiumi navigabili. In generale si può affermare che ogni cultura ha avuto una sua via dell’ambra.
L’ambra è la più giovane fra le pietre preziose, anzi è preziosa senza essere una pietra vera e propria in quanto è molto leggera e facilmente scalfibile. In origine era una resina vegetale che con il passare di tanti secoli si è trasformata in un fossile così singolare e unico per il quale non potevano che nascere tante affascinanti leggende.

La Via dell’Ambra è ancora percorribile ai tempi nostri. Oggi viene organizzato un affascinante itinerario turistico che solca l’Europa da Nord a Sud per 418 chilometri; ha il suo cuore più antico e famoso proprio in Repubblica Ceca e in particolare tra le alture e le pianure della Moravia.

Alcuni principali enti ed istituzioni del commercio


Camera di commercio: La camera di commercio è un ente che associa le imprese di un determinato territorio per tutelare i loro interessi collettivi, creare opportunità di affari e prestare loro eventuali altri servizi.
L'ambito territoriale di riferimento di una camera di commercio è molto variabile: può andare da una città ad una circoscrizione di livello intermedio fino ad un intero stato; esistono inoltre camere di commercio internazionali. Anche il numero di imprese aderenti può variare notevolmente, dall'ordine delle decine fino a quello delle centinaia di migliaia.
Esistono nel mondo due modelli di camera di commercio: quello pubblicistico e quello privatistico.
Nel primo, che prevale tra i paesi di civil law (ad esempio, Italia, Francia), la camera di commercio è un ente pubblico al quale le imprese sono obbligate ad aderire, sicché la quota associativa che versano ha carattere parafiscale. Queste camere di commercio possono avere anche funzioni consultive nell'ambito dei procedimenti per l'adozione di atti normativi o provvedimenti che riguardano le imprese.
Nel modello privatistico, tipico dei paesi di common law (dove si usa talvolta la denominazione board of trade) ma presente anche altrove (ad esempio, in Belgio), la camera di commercio è un'associazione di diritto privato alla quale le imprese aderiscono volontariamente. Anche queste camere di commercio possono partecipare alla formulazione di politiche pubbliche , ma, a differenza delle precedenti, non per una funzione loro formalmente attribuita ma per l'azione che svolgono quali gruppi di pressione.
Camera di commercio italiana: http://www.camcom.gov.it/

Confcommercio: Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle Pmi, costituisce l'organismo di rappresentanza delle imprese che sono impegnate nel commercio, nel turismo e nei servizi.
Attualmente rappresenta circa 820.000 imprese ed è diramata sul territorio italiano tramite le varie agenzie ASCOM (Associazione dei Commercianti, degli Operatori e dei Servizi) provinciali.

 Federconsumatori: Federazione nazionale di consumatori e utenti - è un'associazione senza scopo di lucro, e di promozione sociale, autonoma e democratica, promossa nel 1998 dalla CGIL.
Fa parte del CNCU e dell' IntesaConsumatori insieme ad ADOC, Codacons e Adusbef.
Dal 2005, in seno al Congresso Nazionale dell'Associazione, è stato adottato un nuovo Statuto che definisce le cariche associative, e individua nelle federazioni provinciali e nelle associazioni regionali le cellule della struttura, operante con circa 2.000 sportelli in tutta Italia.
La Federconsumatori persegue, attraverso l'impegno volontario dei soci, attività di promozione sociale mediante opera di sostegno, formazione, informazione e tutela di tutti i cittadini nella loro qualità di consumatori, risparmiatori e utenti, promuovendo la legalità del mercato, la tutela della salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi, il diritto ad una informazione corretta e adeguata, la lealtà e la chiarezza della pubblicità, l'erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza, la difesa degli interessi economici e patrimoniali, la tutela del risparmio ed il contrasto all'usura nell'ambito della legislazione vigente.

La Via della Seta

Basta il nome per evocare emozioni straordinarie e far viaggiare l’immaginazione su sconfinati scenari naturali. La Via della Seta condensa, in un’unica espressione, secoli di storia e di avvenimenti che hanno segnato il destino di popoli e culture.
Per Via della seta si intende il reticolo, che si sviluppava per circa 8.000 km, fatto di itinerari terrestri, marittimi e fluviali lungo i quali nell'antichità si erano snodati i commerci tra gli imperi cinesi e l'Occidente. Le vie carovaniere attraversavano l'Asia centrale e il Medio Oriente, collegando Chang’an (oggi Xi'ann), in Cina, all’Asia Minore e al Mediterraneo attraverso il Medio Oriente e il Medio Oriente. Le diramazioni si estendevano poi a est alla Corea e al Giappone e, a Sud, all’India. Il nome apparve per la prima volta nel 1877, quando il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen (1833-1905) pubblicò l'opera Tagebucher aus China. Nell'Introduzione von Richthofen nomina la Seidenstraße, la «Via della seta».
La destinazione finale della seta che su di essa viaggiava (non certo da sola ma insieme a tante altre merci preziose) era Roma, dove per altro non si sapeva con precisione quale ne fosse l’origine (se animale o vegetale) e da dove provenisse. Altre merci altrettanto preziose viaggiavano in senso inverso, e insieme alle merci viaggiavano grandi idee e religioni in entrambi i sensi, Manicheismo, e Nestorianesimo verso Oriente. Sulla Via della seta compì un complesso giro quasi in tondo anche il Buddhismo, dall’India all’Asia Centrale alla Cina e infine al Tibet (il tutto per trovare itinerari che permettessero di evitare le quasi invalicabili montagne dell’Himalaya).
Questi scambi commerciali e culturali furono determinanti per lo sviluppo e il fiorire delle antiche civiltà dell'Egitto, della Cina, dell'India e di Roma, ma furono di grande importanza anche nel gettare le basi del mondo moderno.
La via della seta terrestre si divideva in due fasci di strade, uno settentrionale e uno meridionale.
Sempre partendo da Chang'an ovvero Xi'an, salivano in direzione nord ovest attraversando l'attuale provincia cinese del Gansu (in parte anche navigando sul Fiume Giallo) fino a Dunhuang, importantissimo centro buddista con le celebri Grotte di Magao. Lì si divideva in tre rami. Uno aggirava il deserto Taklamakan a sud (ai piedi del Tibet). Il secondo invece lo aggirava a nord (ai piedi dei TianShan, ovvero Monti Celesti). Questi due rami si riunivano a Kashgar. Il terzo ramo, invece, raggiunta Turpan attraversava i TianShan in direzione di Alma Ata (odierno Kazakistan). Tutti questi percorsi si riunivano poi nell’antica Sogdiana e da lì proseguivano attraverso quelli che oggi sono Uzbekistan , Afghanistan ,Turkmenistan e Iran fino a Baghdad e poi (in buona parte sfruttando l’Eufrate) fino al Mediterraneo.
Un altro sotto-ramo, ancora più settentrionale, viaggiava lungo il fiume Oxus (oggi Amu Darya), passava tra Mar Caspio e Aral e raggiungeva la penisola di Crimea nella località detta La Tana. Quindi, attraversando Mar Nero e Mar di Marmara raggiungeva Bisanzio-Costantinopoli e, navigando nell’Egeo settentrionale, nello Ionio e nell’Adriatico arrivava fino a Venezia. È infatti La Tana la meta del primo viaggio dei fratelli Polo, padre e zio di Marco. Ma questo avveniva evidentemente in tempi molto più recenti. A quel punto la produzione della seta era già avventurosamente arrivata in Europa.
I percorsi meridionali sono essenzialmente un grande percorso che in Cina scende a sud per attraversare il Sichuan e raggiungere il Pakistan fino all’Oceano Indiano. Da molti porti di queste coste essa proseguiva poi per l’Occidente (Mar Rosso attraverso Aden e Golfo Persico]] attraverso lo Stretto di Hormuz), innestandosi a un certo punto persino su quello che fu l’itinerario marittimo di Nearco, ammiraglio di Alessandro Magno, nel viaggio di ritorno dalle terre dell’Indo. Se non risalivano il Golfo Persico, le merci attraversavano infine la Persia su varie direttrici raggiungendo comunque Baghdad e così via.
Il percorso dei fiumi Oxo e Iassarte e del fiume che anticamente collegava il Lago d'Aral al Mar Caspio rappresentava una via fluviale molto importante per il trasporto delle merci lungo la Via della Seta. Terminale di tale via era la città di Saraj che sorgeva presso l'odierna Volgograd.
L'ultimo segmento ferroviario della Via della Seta terrestre (su un itinerario per altro piuttosto spurio) venne completato nel 1992 con l’inaugurazione della  ferrovia internazionale da Almaty (Kazakistan) a Urumqi (Xinjiang o Turchestan cinese). Da Urumqi si può poi raggiungere in treno ogni zona della Cina, ivi inclusa dall’estate del 2006 Lhasa, capitale del Tibet, con la Ferrovia del Tibet.
La via della seta marittima partendo dalla Cina settentrionale raggiungeva quella meridionale, estendendosi agli odierni stati delle Filippine, di Brunei, Siam,  Malacca, Ceylon, India, Iran, Iraq, Egitto, Giordania, Siria, Italia. Il7 agosto 2005 si è reso noto che l'Antiquity and Monument Office di Hong Kong sta pensando di proporre la via della seta marittima come patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.